Criptovalute e poker online, parla Tony G

nessun commento Gaming Business
Facebook
YouTube
RSS
Follow by Email

Dopo aver conosciuto CoinPoker, la prima poker room dove si potrà giocare direttamente con le criptovalute, si torna a parlare dell’argomento con Tony G.

Il poker pro e politico lituano si dichiara a favore dell’entrata delle crypto nel poker, ma ad una condizione: che, almeno in questa prima fase, il sistema non sia totalmente decentralizzato.

Da assopoker.com

Le cryptocurrency stanno conquistando molti settori e tra questi c’è anche quello del poker.

Come abbiamo visto in un articolo dedicato, nel momento in cui si gioca in Bitcoin, ad esempio, si aggirano divieti come quello dell’UIGEA negli USA, che non vieta il poker online ma le transazioni bancarie con i siti di gambling. Se un utente scambia dollari in bitcoin, gioca con i bitcoin e poi li riconverte in dollari per prelevarli, non sta infrangendo alcuna regola. Formalmente, ha semplicemente convertito denaro da una valuta a un’altra.

Ma la rivoluzione che le crypto stanno portando avanti nel mondo del gambling online (e non solo) si basa anche e soprattutto sulla tecnologia della Blockchain, un sistema che garantisce al tempo stesso trasparenza totale nelle transazioni e riservatezza assoluta dell’utente.

In particolar modo, molti sono affascinati dall’idea che le cryptocurrency siano decentralizzate, ovvero che non abbiamo una sede o un personaggio centrale in grado di prendere decisioni in modo indipendente. La vera forza di Bitcoin & Co è nella rete e nella condivisione del sistema.

Questo fattore è ben visto da molti giocatori di poker, considerando che nel nostro settore ci sono state alcune situazioni spiacevoli dovute proprio alla centralizzazione delle operazioni. L’esempio più eclatante è quello di Full Tilt Poker: pochi individui controllavano tutto il progetto e facevano quello che volevano con il denaro degli utenti.

In un sistema decentralizzato come quello della Blockchain non sarebbe stato possibile.

Eppure c’è anche chi sostiene che al momento il poker online possa effettivamente legarsi alle Crypto, ma non in senso decentralizzato. A dirlo è Tony G, personaggio storico del nostro mondo, oggi passato dai tavoli verdi alle scrivanie del parlamento europeo.

Il businessman lituano ha parlato di poker e crypto, ma ha messo in chiaro che attualmente il connubio può funzionare solo se il sistema non è totalmente decentralizzato.

Sono sicuro che le Cryptocurrency siano il futuro“, dice Tony G. “Sono stato uno dei primi investitori e sono convinto che la Blockchain avrà un impatto molto positivo su tutto il mondo”.

Il businessman è anche convinto che il futuro del poker sia in quella direzione. Non a caso, ha appoggiato pubblicamente la poker room CoinPoker, attualmente in ICO (la fase in cui chiunque può finanziarla ricevendo in cambio un numero di monete virtuali; nel caso di CoinPoker si tratta di Ethereum). Eppure Tony G ci tiene a precisare che, attualmente, un sistema totalmente decentralizzato non può esistere nel poker online

“Sicuramente credo che il futuro del poker online sia quello delle crypto. Però il poker decentralizzato non può essere realtà, è un concetto che con gli attuali mezzi tecnologici è impossibile da attuare. Per questo mi piace molto il progetto di CoinPoker: il loro sistema è semi-decentralizzato“.

Queste dichiarazioni sono una frecciatina ad altri progetti di poker room in crypto come Virtua Poker. Quest’ultima si basa su un sistema completamente decentralizzato, che per questo motivo rende più complicate le operazioni di buy-in, versamento, prelievo e lo stesso mescolamento delle carte (che avviene sempre attraverso gli stessi utenti).

“Solo con un sistema semi-decentralizzato si possono fare transazioni immediate e al tempo stesso garantire la trasparenza ne mescolamento. In futuro, quando ci saranno le condizioni, anche CoinPoker diventerà completamente decentralizzato”, conclude Tony G.

Infine, Tony G ha detto la sua sulla discussa vittoria di Chris Ferguson al WSOP Player of the Year.

Ciò che Chris ha fatto è una disgrazia e secondo me dovrebbe essere escluso dalla comunità del poker”, sentenzia il lituano. “Tuttavia, devo dargli credito come giocatore: è molto forte. Vincere il WSOP Player of the Year è un grande traguardo“.